L'aquila centro: la città è vuota

Radio L'Aquila

Ho ascoltato per caso un programma di Radio Rai 2, “Grazie per averci scelto”, condotto da Marco Santin della Gialappas e Nicoletta Simeone. Intervistavano Elio D’Annibale, ideatore e speaker di Radio L’Aquila 1, una radio privata de L’Aquila che ha sostenuto gli abitanti nei giorni del terremoto mettendosi a disposizione di tutti quelli che chiamavano per avere notizie, per avere informazioni . 

Sono rimasto colpito da quell’intervista, dalle parole di Elio, per il suo racconto libero e spogliato di ogni retorica, il racconto di chi si trova in un grande problema e lo racconta senza enfasi e senza gettare la croce addosso a nessuno.

Le sue parole hanno descritto una tragedia con grande senso di realismo ma senza indugiare su facili e comprensibili vittimismi.

E Marco Santin ha sottolineato come quell’intervista, quel contatto con L’Aquila,  serviva a mantenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema “grande” su cui è necessario non abbassare la guardia per non trovarci di fronte ad un nuovo Belice, ad una nuova Irpinia.

Mi è sembrato un invito rivolto a tutti, anche a me, a fare qualcosa per non lasciar calare il silenzio su un problema a volte troppo manipolato dall’opinione pubblica. E allora ho pensato che come associazione culturale, Arte Laterale poteva mettere in piedi un’iniziativa in questa direzione.

Andare giù a L’Aquila e fotografare. Non la tragedia, perché quella è stata forse fin troppo fotografata e celebrata, ma semplicemente lo stato dell’arte. Cosa è diventata L’Aquila a distanza di 8 mesi dal sisma e come vive oggi la sua gente, quali sono le difficoltà di tutti i giorni? E come va la ricostruzione?

L’obiettivo era quello di realizzare un servizio che descrivesse la situazione attraverso il lavoro svolto dalla radio, attraverso le storie colte e raccontate dalla radio. Una specie di fotografia “sociale”, mi perdoni per la presunzione il grande Berengo Gardin. L’idea era, ed è ancora, di vendere questo servizio come associazione a qualche giornale  ed il ricavato offrirlo a RL1 che oggi sopravvive in condizioni spaventose.

Così sono partito per L’Aquila da solo ed ho conosciuto la Radio ed i suoi animatori. Ho visto la città, una città ferita, che ancora oggi è sostanzialmente muta, non c’è più rumore nelle sue strade e quello che si sente è un vociare più sommesso, più consapevole.

Ho fotografato un po’ di questo silenzio, queste ferite profonde che viste da vicino spazzano dalla mente qualunque dubbio: L’Aquila è ferita, molto, e prima di vederla tornare a volare ci vorranno molti anni.

L'Aquila

Qualcuno dei Vigili del fuoco si lascia scappare che per il solo lavoro di “messa in sicurezza” di quanto è andato distrutto nel centro storico della città ci vorranno non meno di 5 anni e poi si potrà ricominciare a ricostruire, tempo stimato altri 6 – 7 anni.

Pettino, uno dei quartieri più popolosi ed ambiti negli ultimi 15 – 20 anni, è uno dei più danneggiati, dei più feriti. Si vedono interi immobili ancora in piedi che visti da lontano appaiono semplicemente un po’ scrostati. Poi mi avvicino, Elio mi fa notare le crepe profonde, basta girare un angolo e la tragedia diventa un fatto tangibile, intere pareti crollate lasciano buchi profondi nella vita di migliaia di persone.

Elio mi fa vedere due palazzine saltate all’onore della cronaca per un fatto singolare. Costruite nello stesso periodo dallo stesso costruttore, sono entrambe collassate su se stesse. Viste adesso da fuori sembra che non abbiano nulla di particolare. Peccato che in realtà il piano terra, che prima era occupato dai garage, adesso non esiste più. Entrambi gli edifici sono crollati su loro stessi e si sono …. abbassati di un piano. La magistratura adesso indaga. 

Parlo con la gente, ovunque vado. Gente straordinaria che sente solo il bisogno, l’urgenza, di mettersi alle spalle questa tragedia. Una signora mi confessa “… vede i soccorsi sono stati stupendi, ancora adesso se abbiamo bisogno la protezione civile ci da vestiti,  possiamo ancora andare a prendere prodotti alimentari , …. Ma io ho voglia di andare a fare la spesa…”.

Ecco, in mezzo a tanto dolore ed a tanto stupore viene fuori lo spirito di questa gente straordinaria che ha fretta di tornare alla normalità, di ricominciare a poter andare a fare la spesa. Ha fretta di tornare alla vita di tutti i giorni.  

Tornando da L’Aquila pensavo. Metteremo queste foto sul nostro sito, contatterò qualche giornale, cercheremo di dare massima visibilità a questo reportage ed alla storia raccontata, ma sentivo che si poteva fare qualcosa ancora.

Così ho pensato di cercare di coinvolgere la trasmissione "Grazie per averci scelto" di Rai2 da cui avevo tratto l'ispirazione per andare a L'Aquila e pensare questo progetto.

E così ho mandato loro un messaggio nel quale ho raccontato come si erano svolti i fatti e come tutto fosse nato dal loro programma radiofonico. Li ho pregati anche, qualora dovessero tornare a parlare del terremoto, di citare questa iniziativa, di dare il nome del sito e magari anche di coinvolgerci in trasmissione.

Sono rimasto in attesa ed oggi abbiamo ricevuto questo messaggio di risposta dalla redazione di "Grazie ..." che ci riempie di gioia e di speranze per il proseguimento di questo progetto.

“Sergio,l'iniziativa è davvero bellissima e siamo contenti di esserne stati in qualche mdo coinvolti. Ci piacerebbe parlare di questa iniziativa in onda... appena troviamo un "gancio" all'argomento o all'attualità ne parliamo. Grazie e complimenti per l'iniziativa!  Ciao. La redazione”

Le fotografie e la riflessione riportate nel sito sono le prime. Se ne aggiungeranno altre. Io spero che tutti quelli che hanno del materiale o pensano di andare a L’Aquila per fotografare si facciano sentire sulla nostra email. Possiamo dare e scambiare materiale fotografico, interviste, notizie e riferimenti. Siamo aperti a contributi e iniziative di qualunque tipo.

Il viaggio verso L’Aquila è appena cominciato!

La Galleria

 

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