Manifatture Knos - L'intervista

1 ksvCosimino mi ha detto “…stasera a Lecce c’è un bello spettacolo di musica africana…alle manifatture ..Knos…” , “manifatture Knorr?” ho chiesto io. “Knos, Knos, manifatture Knos, …al quartiere dei salesiani”.

Così sono partito, mi sono messo in contatto con  Viola Berlanda che già ci stava lavorando da qualche giorno, ho telefonato ed ho parlato con Maurizio Buttazzo che partecipa al coordinamento di tutta questa  organizzazione e  Lui gentilmente mi ha spiegato un po’ tutto.  

Le Manifatture Knos sono ospitate all’interno della struttura,  creata dai Salesiani a metà degli anni 60,  che per oltre trent'anni ha ospitato una scuola di formazione professionale per operai metalmeccanici ed elettrotecnici. Lo spazio, di circa quattro mila metri quadri coperti, abbandonato da più di dieci anni, viene oggi restituito alla città come centro multidisciplinare dedicato alla cultura e all'arte contemporanea. Il progetto di recupero dell'ex Cnos, promosso e portato avanti dall'Associazione Culturale Sud Est e dalla Provincia di Lecce, attuale proprietaria dell'immobile, è sostenuto da varie associazioni che operano in ambito creativo a livello locale, nazionale e internazionale.

Maurizio è gentilissimo. Da bravo padrone di casa mi vuole mostrare tutti  i gioielli di famiglia,scusandosi quasi perché le attività in luglio sono ridottissime. E allora mentre chiacchieriamo passeggiamo in questo  grande capannone, uno spazio immenso di circa quattro mila metri quadri coperti, abbandonato da più di dieci anni, simbolo di un modo di stare vicino ai giovani, di dargli una prospettiva di occupazione, che oggi è scomparso.

“Allora Maurizio, facciamo ordine”, dico io, “di chi è questo posto, e perché lo ha dato a Voi? …e poi Voi chi siete?”

“La Provincia di Lecce è  attualmente proprietaria dell'immobile e l’ha affidata all'Associazione Culturale Sud Est, composta da me, Gemma Montinaro e Michele Bee,  per farne un centro multidisciplinare dedicato alle nuove forme della socialità produttiva, alla cultura e all'arte contemporanea. E varie associazioni che operano in ambito creativo a livello locale, nazionale e internazionale, sostengono l’iniziativa.”
“Un progetto di recupero, quindi?”
“Un vero progetto di recupero” -  mi risponde -  “con il quale  si restituisce a Lecce l’ex Cnos trasformato in un luogo di incontro tra professionalità ed esperienze diverse per la ricerca, la formazione e la produzione nei vari ambiti culturali e artistici. Il progetto”,  mi dice, “ ha un obiettivo ambizioso. Vuole recuperare la memoria e lo spirito di questo posto  per promuovere una nuova idea di lavoro che sappia integrare le diverse forme del sapere contemporaneo.”
Mentre mi accompagna in questo luogo incantato che presto si trasformerà in un forno per il gran caldo di luglio, mi spiega che qui si vuole far coabitare tante discipline diverse per creare una struttura non suddivisa in scompartimenti stagni dove ognuno marcia alla realizzazione dei propri eventi.
L'obiettivo è quello di creare un luogo di incontro.
“Ma allora tutte queste attività hanno un comune denominatore, un progetto di coordinamento?”
 “All'interno delle Manifatture Knos le attività sono articoleranno su tre piani: la formazione, con laboratori di teatro, cinema e audiovisivi, musica, riciclo dei materiali e arti applicate; la ricerca, con l'organizzazione di seminari, convegni, festival, residenze artistiche, progettazione partecipata; la promozione e la produzione di spettacoli, concerti, mostre, eventi culturali. Sono già attivi all'interno delle Manifatture una sala di registrazione, una mediateca, quattro postazioni di post-produzione audiovisiva, una sala prove per il teatro e la danza, un laboratorio per il riciclo, una biblioteca per bambini con l'intera collezione dei libri di Bruno Munari.
“Raccontami un po’ della Vostra attività: cosa fate, e per chi lo fate?”….
Maurizio è molto impegnato, sempre al telefono, lo chiamano in continuazione. Capisco che ha poco tempo e quindi lo libero dall’incombenza. Mi dice di fare un giro tranquillamente nei vari box, negli uffici, nei laboratori. Così conosco Dario, dell’associazione “Officina”, che è responsabile dei laboratori di falegnameria e di meccanica. I corsi sono sospesi per l’estate e così può dedicarsi a riparare la sua vespa rossa, appena acquistata. E’ gentile, cordiale, orgoglioso del suo lavoro. Gli chiedo di fare un giro con la Vespa nel capannone e Lui lo fa, chiedendomi solo se deve indossare la maglietta o può restare a torso nudo.
Così comincio a scattare proprio alle persone.
Dopo Dario è la volta di Antonietta che sta annaffiando le piante presenti in varie “location” di questa straordinaria “manifattura”.  E’ anche molto timida e gentile. Mi chiede a cosa servono queste foto e io le rispondo che mi piacerebbe pubblicarle su qualche giornale per raccontare la storia di questo posto e delle persone che lo animano. Anche Lei si presta a giocare alla modella.

 

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