Aldo Gabbana

Aldo Gabbana

Conosco Aldo da qualche anno: uomo mite, alimentato da grande consapevolezza nei propri mezzi, sorretto da una modestia inconsueta fra gli artisti di questo complicato settore.  Mi accoglie nel suo negozio di Mirano in provincia di Venezia dove insieme al figlio manda avanti un’attività che lo vede spaziare dallo still-life alla cerimonia con grande semplicità. E’ indaffarato ma con la cordialità di sempre accetta di rispondere ad alcune domande per Arte Laterale. 


Aldo – chiedo – chi è Aldo Gabbana ?
“Un professionista, appassionato del proprio lavoro. Sono nato nel 1953, e a partire dal 1979 ho intrapreso la carriera professionistica”. Nel 79 ho aperto la prima attività a Borbiago di Mira nelle vicinanze di Venezia e poi nel 1985 il secondo negozio a Mirano, sempre vicino Venezia.
Sono sposato e ho un figlio”.


E il tuo lavoro? Come va avanti la tua attività in un luogo così piccolo?
“Alterno l'attività prettamente lavorativa di ritratto, cerimonia, still-life con reportage fotografici di viaggio non appena gli impegni me ne danno l'opportunità”.

Aldo è modesto ma consapevole. I suoi lavori di cerimonia, assolutamente inconsueti anche per chi ha svolto per anni questa professione, stupiscono per la straordinaria costruzione geometrica di ogni singola immagine, nulla è lasciato al caso. Ma oltre ad apprezzarlo come fotografo di cerimonia io sono venuto fin qui per vedere da vicino un lavoro assolutamente straordinario che Lui ha realizzato nel deserto del sud della Libia fra il 2006 e il 2007 .

Le tue immagini, queste immagini, parlano di luoghi così lontani dalla nostra realtà. Cosa ti ha spinto fino a laggiù?  
“Si tratta di immagini in cui le sensazioni di grandezza e solitudine trasmesse dalle sabbie del deserto, sono il tema di tutta l'opera, che è sviluppato in particolar modo tramite una ricerca di forme grafiche offerte dalla natura. Il solo obbiettivo che mi prefiggo nel realizzare le mie opere è che queste devono trasmettere una emozione, prima di tutto a me, con la speranza che anche gli altri riescano a recepirla”. 

Non aggiunge altro, nemmeno  che da questo lavoro è stato realizzato un libro fotografico che come i precedenti progetti ha visto il ricavato devoluto ad associazioni benefiche. Me lo mostra il libro, un “frame book”, come dice Lui orgoglioso, che si intitola “Oltre” e che racchiude molte immagini di questa esperienza.

Gabriella Niero, apprezzata critica d’arte ha commentato questo lavoro. Aldo mi fa leggere e quello che ha scritto la Niero mi colpisce: “ …forme nette, livide, immerse in un atmosfera senza tempo: figure e ambientazioni che emergono fra stratificazioni minerali e deserti infiniti, orizzonti lucenti quasi metafore di una natura che si trasforma con una grande metamorfosi … “. 
Non so perché, … ma mi sento d’accordo. Grazie Aldo, ancora Grazie per le emozioni, e per questo deserto così inconsueto.

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