SERGIO VOLLONO La fotografia è stata sempre il mio pallino fin da quando alla comunione un zio preveggente mi regalò una mitica Voightlander a telemetro. Era destino! Oggi, dopo tanti anni di professione posso dedicarmi a questo progetto che è un po’ la mia dolce ossessione. Sono molto attratto dall’archeologia industriale e dal recupero di aree industriali superate. Naturalmente uso Nikon per il formato reflex, sia in digitale che in pellicola. Con il formato medio lavoro in pellicola con Zenza Bronica ed Hasselblad. 
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RENATA ROMAGNOLI
Renata Romagnoli (Cantalupo in Sabina - Rieti 1967, vive a Roma). Si avvicina alla fotografia nel 2004, frequentando i corsi di fotografia reflex presso l’UPTER di Roma tenuto da Donatella Castiglioni Humani (I° livello giugno-luglio 2004; II° livello ottobre 2004-aprile 2005; III° livello ottobre 2005-aprile 2006). Da dicembre 2006 a marzo 2007 è allieva del corso di reportage tenuto da Dario de Dominicis presso Officine Fotografiche di Roma. Selezione di mostre collettive e personali: collettiva del gruppo Phos a Cetona sul tema “acqua” (2005); collettiva Gli anziani senza amore muoiono presso la Comunità di Sant’Egidio di Roma (2005); collettiva Momenti senza età, Officine fotografiche - Roma (2006); I colori della follia (personale), Officine fotografiche - Roma (2007) e Libreria Farhenheit 451 - Roma (2007); collettiva del gruppo Phos sul tema “Corviale” Libreria Farhenheit 451 - Roma (2007); collettiva itinerante del gruppo Phos “Roma città aperta”; evento presentazione documentario e mostra fotografica insieme a Daniele Testa “In libertà – storie di corpi che resistono” –ESC Roma; Sakouli, dov’è andato il cielo. L’arte a sostegno di FITIL (mostra collettiva/asta di beneficienza), Galleria Sala 1 – Roma (2008); Fotoleggendo 2009 – Kairos, cogliere l’attimo (ott. 2009). Menzione al Sony World Award 2009.
Renata Romagnoli was born in 1967 in Cantalupo in Sabina, near Rieti. She became involved in photography in 2004, attending the reflex photography courses held at UPTER university in Rome (from June 2004 until April 2006)with Donatella Castiglioni Humani. From December 2006 to March 2007, she followed a course in reportage at the Officine Fotografiche in Rome with Dario de Dominicis. Selection of group and personal exhibitions: collective exhibition of the Phos group on the theme of “water” (Cetona, 2005); collective exhibition entitled Gli anziani senza amore muoiono organised by the Comunità di Sant’Egidio di Roma (Rome, 2005); collective exhibition entitled Momenti senza età (Officine Fotografiche, Rome, 2006); personal collection entitled I colori della follia (Officine Fotografiche and the Fahrenheit 451 bookshop, Rome, 2007); collective exhibition of the Phos group on the theme of “Corviale”, a neighbourhood of Rome (Fahrenheit 451, Rome, 2007); collective exhibition of the Phos group entitled Roma Città Aperta (ESC Roma); collective exhibition/charity auction entitled Sakouli, dov’è andato il cielo. L’arte a sostegno di FITIL (Galleria Sala 1, Rome, 2008); Fotoleggendo 2009 – Kairos, cogliere l’attimo (oct. 2009). Mentioned at Sony World Photography Awards 2009

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VINCENZO FILECCIA
Sono nato a Palermo nel 1949, sono ingegnere e vivo a Padova. Ho iniziato a fotografare da giovane e da qualche anno sono passato al digitale. Il mio particolare interesse è sempre stato la foto di reportage centrata sull’uomo e il suo ambiente.
Da qualche anno ho iniziato ad utilizzare gli audiovisivi per aggiungere maggior forza alle mie immagini, unendovi musiche, testi e suoni ambientali. Il mio obiettivo è porre lo spettatore in una condizione in cui egli abbia la sensazione di vivere l’evento, di essere presente.
Ho ottenuto diversi riconoscimenti nazionali con i miei lavori, tra cui il migliore è stato il quarto posto, ex-equo, alla 7° Coppa DIAF con l’AV “Pendolando”. Ho esposto le mie foto in diverse mostre in Italia.

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FILIPPO SCARPI
Il concetto di intimità implica l’ esistenza di un legame di familiarità e vicinanza con un’ altra persona.
Questo è possibile stabilendo una profonda relazione attraverso la conoscenza e l’ esperienza dell’ altro.
Un’ intimità genuina nelle relazioni umane richiede dialogo, trasparenza, vulnerabilità e reciprocità.
Tutte le immagini, ad eccezione degli autoritratti sono prodotte con la tecnica del light painting e con lunghe esposizioni.
Questo ha implicato una stretta collaborazione con i soggetti e ha permesso di sperimentare le loro reazioni in situazioni limite, quali la completa oscurità e la necessità di mantenere l’ immobilità totale.
La scelta di questa tecnica permette di costruire in maniera assolutamente analogica delle immagini “multilayer”, formate grazie alla stratificazione di sequenze di illuminazione consecutive.
Queste sequenze sovrappongono frammenti del soggetto su di un unico fotogramma durante il tempo necessario all’ esposizione.
E’ quasi un collage di ”pezzi di luce” che arriva a rivelare l’ esito finale.

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FULVIA DELFINO Vivo e lavoro a Roma e alterno la passione per la fotografia con la professione di architetto. Ho realizzato un reportage sulla condizione dei bambini rom ospitati nel campo nomadi di via Candoni a Roma. Le foto sono state presentate nella mostra “altriSguardi”. .....”E poiché rivolge (questa è la virtù basilare dell’infanzia) uno sguardo nuovo sulle persone e le cose, spesso distrugge i ragionamenti dei grandi che hanno il giudizio falsato dagli occhiali dell’abitudine” (Maurice Druon). Attraverso lo sguardo si racconta se stessi, i propri sentimenti, le proprie emozioni, la trasparenza dell’anima. Un invito ai “grandi” a guardare oltre, a superare le difficoltà di comprensione e accettazione di un popolo culturalmente differente da noi. |  |

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